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Videonistagmografia (VNG): in cosa consiste l'esame per le vertigini e come prepararsi
Di Dott.ssa Irene Mayorga Chamorro
Cos'è la videonistagmografia (VNG), quando si prescrive, come si svolge passo per passo, quanto dura, se dà fastidio e come prepararsi all'esame VNG.
Se ti hanno prescritto una videonistagmografia, molto probabilmente da un po' di tempo soffri di vertigini, capogiri o una sensazione di instabilità, e lo specialista vuole capire da dove hanno origine. Il nome può intimorire, ma è un esame senza punture né radiazioni. Sapere come si svolge e come prepararsi ti aiuta ad affrontarlo con più tranquillità e a ottenere un risultato più utile.
Cos'è la videonistagmografia e cosa misura
La videonistagmografia, o VNG, registra i movimenti degli occhi con degli occhiali dotati di telecamere a infrarossi. Perché gli occhi, se il problema è l'equilibrio? Perché l'orecchio interno e gli occhi sono collegati da un riflesso che mantiene stabile lo sguardo quando muoviamo la testa. Quando il sistema dell'equilibrio non funziona bene, questo collegamento si altera e può comparire il nistagmo: un movimento involontario e ritmico degli occhi che lo specialista sa interpretare.
Le telecamere a infrarossi permettono di osservare gli occhi al buio, senza che lo sguardo possa fissarsi su un punto. È importante, perché fissare lo sguardo può nascondere parte del nistagmo. La VNG è la versione attuale dell'elettronistagmografia, che registrava gli stessi movimenti con degli elettrodi applicati intorno agli occhi.
Con questo esame si valuta:
- Se c'è nistagmo a riposo o guardando in diverse direzioni.
- Come funzionano i movimenti degli occhi controllati dal cervello, come seguire un oggetto o saltare da un punto all'altro.
- Se la vertigine compare con determinate posizioni della testa.
- Come risponde ciascun orecchio interno separatamente, grazie alla prova calorica.
Nel complesso, aiuta a distinguere se il problema sembra trovarsi nell'orecchio interno o nel sistema nervoso centrale, da quale lato e in che misura.
Quando la prescrive lo specialista
La VNG non si fa a chiunque abbia dei capogiri. Lo specialista la richiede quando la storia clinica e la visita in ambulatorio non bastano a chiarire l'origine del problema. Ad esempio, in caso di:
- Crisi di vertigine che si ripetono.
- Capogiri o instabilità che durano settimane o mesi senza una causa chiara.
- Sospetto di un disturbo dell'orecchio interno, come una neurite vestibolare o una malattia di Ménière.
- Una vertigine che compare con i cambi di posizione ma non si comporta come la tipica vertigine posizionale.
- La necessità di verificare se il cervello ha compensato una vecchia lesione dell'orecchio interno, o di seguirne l'evoluzione.
Di solito fa parte di uno studio più ampio. Nella pagina sugli esami per le vertigini passiamo in rassegna gli altri accertamenti che possono accompagnarla.
Come si svolge, passo per passo
Prima di iniziare, lo specialista controlla le orecchie per verificare che il condotto sia pulito e il timpano in buone condizioni, soprattutto se verrà eseguita la prova calorica. Poi ti vengono messi gli occhiali, ben aderenti, e di solito la stanza resta in penombra. Da qui, l'esame si compone di diverse parti:
- Movimenti oculari. Da seduto, segui con lo sguardo dei punti luminosi che si spostano o saltano da un lato all'altro. In questo modo si verifica come il cervello controlla il movimento degli occhi.
- Nistagmo spontaneo e di sguardo. Guardi davanti a te e verso i lati, con e senza la possibilità di fissare lo sguardo, mentre le telecamere registrano qualsiasi movimento involontario.
- Prove posizionali. Ti fanno sdraiare e ti girano la testa o il corpo verso diversi lati. Se qualche posizione scatena la vertigine, la telecamera registra il nistagmo e aiuta a capire quale parte dell'orecchio interno è coinvolta.
- Prova calorica. In ciascun orecchio, separatamente, si introduce acqua o aria a una temperatura leggermente superiore e leggermente inferiore a quella del corpo. Questa variazione stimola l'orecchio interno di quel lato e provoca per qualche minuto una sensazione di rotazione simile a una vertigine. Confrontare la risposta delle due orecchie permette di capire se uno funziona meno dell'altro.
L'ordine e le parti possono variare in base a ciò che lo specialista deve studiare in ciascun caso.
Come prepararsi: farmaci, trucco e pasti
Una buona preparazione evita di dover ripetere l'esame. Queste sono le indicazioni abituali, anche se valgono sempre quelle che ti vengono date per iscritto al momento della prenotazione:
- Farmaci. Alcuni farmaci, come i sedativi vestibolari che si usano per i capogiri e certi tranquillanti, possono smorzare proprio la risposta che si vuole misurare. Lo specialista ti dirà se devi sospenderne qualcuno e con quanto anticipo. Non sospendere nessuna terapia di tua iniziativa, nemmeno quella che prendi per altre malattie.
- Alcol. Evitalo nei giorni precedenti, perché altera il sistema dell'equilibrio.
- Trucco. Presentati senza mascara, ombretto o matita per gli occhi: interferiscono con la telecamera che rileva la pupilla.
- Pasti. Fai un pasto leggero qualche ora prima. Alcune parti dell'esame possono dare nausea, ed è meglio non arrivare a stomaco pieno.
- Lenti a contatto e occhiali. Chiedi se devi togliere le lenti a contatto e porta i tuoi occhiali se li usi.
- Accompagnatore. Se ti gira facilmente la testa, fatti accompagnare: alla fine potresti sentirti instabile per un po'.
- Referti. Porta i referti e gli esami precedenti, e l'elenco dei farmaci che prendi.
Fa male? Quanto dura?
Non fa male. È un esame non invasivo: non ci sono punture né radiazioni. Può però provocare fastidi passeggeri, soprattutto capogiri durante la prova calorica e alcune manovre posizionali, a volte con nausea. È una sensazione prevista e breve, e in qualsiasi momento puoi avvisare se non ti senti bene.
Per quanto riguarda la durata, di solito l'esame completo richiede circa un'ora, anche se dipende dalle parti che vengono eseguite e da come si tollera ciascuna. Alla fine è normale restare seduti qualche minuto finché passa la sensazione di capogiro. Se ti senti instabile, è meglio non guidare subito dopo.
Cosa succede dopo: dal risultato alla terapia
I risultati della VNG non si leggono in modo isolato. Lo specialista li interpreta insieme alla tua storia clinica, alla visita e, se sono stati eseguiti, ad altri esami come l'esame dell'udito o il test impulsivo cefalico. Da questo insieme nasce la diagnosi e, con essa, il piano di cura:
- Se si conferma una vertigine posizionale, il trattamento di solito consiste in manovre per riposizionare le particelle dell'orecchio interno che la provocano.
- Se un orecchio risponde meno dell'altro, la riabilitazione vestibolare aiuta il cervello a compensare questa differenza.
- Se compaiono segni che rimandano al sistema nervoso centrale, lo studio si completa con altri esami o con la valutazione neurologica.
Anche se la VNG risulta normale, non significa che i capogiri siano immaginari. Alcune cause di capogiro non lasciano traccia in questo esame, e lo specialista può aver bisogno di altri accertamenti per arrivare alla diagnosi.
Se ti è stata prescritta una videonistagmografia o soffri da tempo di vertigini o capogiri senza una spiegazione, nella pagina di Otoneurologia trovi come si svolge la visita e come prenotare un appuntamento.
Chi firma questo articolo
Dott.ssa Irene Mayorga Chamorro
Otorinolaringoiatria e otoneurologia · Direttrice medica Unità Vestibolare
Numero di iscrizione all’albo: 292910588 · Ilustre Colegio Oficial de Médicos de Málaga
Sono un medico specialista in Otorinolaringoiatria, con una dedica specifica all'Otoneurologia e allo studio dei disturbi dell'equilibrio. La mia attività clinica si concentra sulla valutazione di pazienti affetti da vertigini, capogiri e instabilità,…
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