Test delle intolleranze
Test del respiro per l'intolleranza al lattosio, al fruttosio e al sorbitolo: un esame non invasivo che misura l'idrogeno espirato dopo l'assunzione dello zucchero.
Cos'è un'intolleranza
In un'intolleranza l'intestino non digerisce bene uno zucchero specifico. Ciò che non viene assorbito prosegue il suo cammino e viene fermentato dai batteri del colon: da qui i gas, il gonfiore, il rumore intestinale, il dolore e la diarrea. Non interviene il sistema immunitario, quindi non è un'allergia e la gravità è un'altra cosa, anche se la qualità di vita ne risente.
Come si misura: il test del respiro
È un esame semplice e non invasivo. Si assume una quantità misurata dello zucchero da studiare — lattosio, fruttosio o sorbitolo — e poi si soffia in un apparecchio a intervalli regolari per un paio d'ore. L'apparecchio misura l' idrogeno espirato: se supera una certa soglia, quello zucchero non viene assorbito bene. Durante il test si annotano anche i sintomi, perché la diagnosi è la somma delle due cose.
Come prepararti
- Digiuno di almeno otto ore prima del test.
- Il giorno prima, dieta semplice: senza legumi, senza fibra abbondante e senza latticini.
- Non fumare né fare esercizio intenso quel giorno, ed evitare di dormire durante il test.
- Avvisa se hai preso antibiotici, lassativi o hai fatto una colonscopia di recente: possono alterare il risultato e forse bisognerà rimandarlo.
Cosa si fa con il risultato
Un test positivo non condanna a una dieta a vita. Quasi sempre c'è una soglia di tolleranza: si adatta la quantità, la si distribuisce nell'arco della giornata o si usano alternative. E se il test risulta negativo serve comunque, perché obbliga a cercare la vera causa di quei disturbi invece di eliminare alimenti alla cieca.
Domande frequenti
Come si fa il test del respiro?
Si assume una quantità misurata dello zucchero che si vuole studiare —lattosio, fruttosio o sorbitolo— e poi si soffia in un apparecchio a intervalli regolari per circa due ore. L'apparecchio misura l'idrogeno espirato: se sale oltre una certa soglia, quello zucchero non viene assorbito bene. Non fa male e non si punge.
Se risulta positivo, devo rinunciare al latte per sempre?
Quasi mai. Nell'intolleranza esiste una soglia di tolleranza personale: si regola la quantità, la si distribuisce nell'arco della giornata oppure si usano alternative e prodotti senza lattosio. L'obiettivo della visita è che la lista di ciò che eviti sia la più corta possibile, non la più lunga.
Dove fa male se sei intollerante al lattosio?
I fastidi sono addominali diffusi: gonfiore, borborigmi, crampi e spesso diarrea, tra trenta minuti e due ore dopo aver assunto latticini. Non c'è un punto esatto di dolore; se invece c'è, o se compaiono sangue o perdita di peso, bisogna indagare altre cause.
Quale esame devo fare per sapere se sono intollerante al lattosio?
Il breath test all'idrogeno dopo l'assunzione di una quantità misurata di lattosio è l'esame abituale: non è invasivo e si esegue in un paio d'ore. Eliminare il latte per conto tuo per vedere cosa succede non dà una diagnosi e può nascondere un altro problema digestivo.