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Cosa fa il logopedista e quando andarci: segnali nei bambini e negli adulti
Cosa fa il logopedista, quali disturbi tratta (parola, linguaggio, voce, deglutizione, letto-scrittura) e quando andarci: i segnali in bambini e adulti.
Molte persone associano la logopedia al bambino che non pronuncia bene la R. È una parte del suo lavoro, ma non l'unica: il logopedista segue anche adulti che restano spesso senza voce, persone che balbettano o chi ha perso in parte la capacità di parlare dopo un ictus. Sapere cosa fa il logopedista aiuta a rivolgersi a lui in tempo, senza aspettare troppo e senza allarmarsi prima del necessario.
Chi è il logopedista e che formazione ha
Il logopedista è un professionista sanitario specializzato nella prevenzione, nella valutazione e nel trattamento dei disturbi della comunicazione, del linguaggio, della parola, della voce e della deglutizione, cioè dell'atto di inghiottire. In Spagna è una professione sanitaria regolamentata dalla Legge di ordinamento delle professioni sanitarie, e per esercitarla serve la laurea in Logopedia (Grado en Logopedia), un titolo universitario di quattro anni.
Il suo lavoro non consiste semplicemente nell'«insegnare a parlare». Prima valuta cosa non funziona e perché, poi elabora un piano di esercizi con obiettivi concreti, adattato all'età e alla situazione di ogni persona. Spesso si coordina con altri professionisti: il pediatra, l'otorino, il neurologo, il dentista o il personale della scuola.
Meglio non confonderlo con altre figure. Il logopedista non prescrive farmaci né esamina l'orecchio o le corde vocali con strumenti medici: questo spetta al medico. Non è nemmeno la stessa cosa dell'insegnante di Audición y Lenguaje (udito e linguaggio) delle scuole, un docente specializzato il cui lavoro si svolge in ambito educativo.
Quali problemi tratta: parola, linguaggio, voce, deglutizione e letto-scrittura
La logopedia copre più aree di quanto si pensi. Le principali sono queste:
- Parola e pronuncia. Difficoltà ad articolare alcuni suoni (le cosiddette dislalie), eloquio poco intelligibile o problemi di fluenza come la balbuzie.
- Linguaggio. Ritardo nella comparsa delle prime parole o frasi, vocabolario scarso per l'età, difficoltà a capire ciò che gli viene detto o a ordinare un racconto. Negli adulti, perdita del linguaggio per una lesione cerebrale, nota come afasia.
- Voce. Raucedine persistente, voce che si stanca o si perde con l'uso e lesioni come i noduli alle corde vocali, una volta che l'otorino le ha valutate.
- Funzioni orofacciali e deglutizione. Deglutizione atipica (la lingua spinge contro i denti quando si deglutisce), respirazione orale e, negli adulti, difficoltà a deglutire in sicurezza dopo un ictus o in alcune malattie neurologiche.
- Letto-scrittura. Difficoltà persistenti a imparare a leggere e a scrivere, come la dislessia, che spesso diventano evidenti nelle prime classi della scuola primaria.
Quando portare un bambino dal logopedista: segnali indicativi per età
Ogni bambino ha i suoi tempi, e i confronti con fratelli o compagni di classe di solito confondono più che aiutare. Ci sono però tappe che la maggior parte dei bambini raggiunge intorno a certe età. La tabella riassume, a titolo indicativo, quelle riportate dalle guide sullo sviluppo infantile, come quelle dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) degli Stati Uniti.
| Età | Cosa è normale a quell'età | Motivo di consulto |
|---|---|---|
| Verso i 12 mesi | Fa lallazione, fa ciao con la mano, capisce il «no» e può chiamare i genitori «mamma» o «papà». | Non reagisce quando lo si chiama, non fa lallazione o non fa gesti come indicare. |
| 18 mesi | Dice almeno tre parole oltre a «mamma» e «papà» e segue istruzioni semplici senza bisogno di gesti. | Non dice nessuna parola, non indica per mostrare qualcosa o non sembra capire ciò che gli si dice. |
| 2 anni | Mette insieme due parole, come «ancora acqua», e indica le cose in un libro di storie quando glielo si chiede. | Non combina due parole o ripete solo ciò che sente. |
| 3 anni | Sostiene una breve conversazione, fa domande (cosa, dove, perché) e si fa capire la maggior parte del tempo. | Fuori dalla famiglia quasi non lo si capisce o non forma frasi. |
| Da 4 a 5 anni | Usa frasi di quattro o più parole, racconta cosa ha fatto durante la giornata e, verso i cinque anni, una storia semplice. | Fa molta fatica a raccontare qualcosa in modo ordinato, si frustra quando parla o evita di farlo. |
Due precisazioni utili. Alcuni suoni arrivano tardi, e la R è di solito tra gli ultimi, verso i cinque o sei anni: che un bambino di quattro anni dica «lana» invece di «rana» non è, di per sé, motivo di allarme. Inoltre, tra i due e i cinque anni è frequente che compaiano ripetizioni di sillabe o di parole mentre il linguaggio si sviluppa. È bene chiedere un consulto se persistono per mesi, se il bambino si blocca o fa sforzo quando parla, o se inizia a evitare di parlare.
Ci sono situazioni in cui non conviene aspettare, qualunque sia l'età del bambino: se perde parole o abilità che aveva già, se ci sono dubbi sul fatto che senta bene o se ha otiti ricorrenti. Le otiti con liquido dietro il timpano possono ridurre l'udito per settimane e, con esso, lo stimolo di cui il linguaggio ha bisogno; per questo, di fronte a un ritardo del linguaggio, di solito si controlla prima l'udito. In tutti questi casi, il pediatra è un buon primo interlocutore.
Logopedia per adolescenti e adulti: voce, balbuzie e riabilitazione neurologica
La logopedia non finisce con l'infanzia. Negli adolescenti e negli adulti, i motivi di consulto più frequenti sono tre.
Problemi di voce
Insegnanti, operatori di call center, cantanti o chiunque usi molto la voce possono soffrire di afonie ricorrenti, affaticamento vocale o lesioni come i noduli. Il logopedista insegna a usare la voce in modo efficiente: respirazione, appoggio, risonanza e abitudini di igiene vocale. Prima, però, un otorino deve esaminare le corde vocali per capire cosa c'è. Una raucedine che dura più di due o tre settimane merita sempre questa valutazione medica.
Balbuzie
Anche la balbuzie che persiste nell'adolescenza o nell'età adulta si può trattare. L'obiettivo non è solo parlare con più fluidità, ma ridurre la tensione e la tendenza a evitare certe situazioni che spesso la accompagnano, perché la persona comunichi con più serenità nella vita di tutti i giorni.
Riabilitazione neurologica
Dopo un ictus, un trauma cranico o in malattie come il Parkinson possono comparire difficoltà a trovare le parole, ad articolare o a deglutire in sicurezza. La logopedia fa parte della riabilitazione: mira a recuperare la comunicazione e un'alimentazione sicura o, quando non è del tutto possibile, a compensare ciò che si è perso.
Se la difficoltà a parlare compare all'improvviso (non trovare le parole, parlare in modo impastato, bocca storta o perdita di forza in un lato del corpo), può trattarsi di un ictus. È un'emergenza: chiama il 112.
Com'è la prima valutazione e chi ti invia dal logopedista
Il primo appuntamento è di solito di valutazione. Il logopedista raccoglie la storia: quando è iniziata la difficoltà, com'è stato lo sviluppo, quali referti precedenti ci sono e cosa si nota a casa, a scuola o al lavoro. Poi osserva ed esamina con test adatti all'età: come comprende, come si esprime, come pronuncia, come respira o deglutisce e come suona la voce.
Con queste informazioni spiega cosa ha riscontrato e propone un piano: obiettivi, frequenza approssimativa delle sedute e indicazioni per esercitarsi a casa, che nel caso dei bambini coinvolgono la famiglia. Se rileva qualcosa che deve essere approfondito da un altro professionista, come una possibile perdita dell'udito, lo segnala.
Molte persone arrivano inviate dal pediatra, dal medico di famiglia, dall'otorino, dal neurologo, dal dentista o dall'ortodontista, oppure su consiglio della scuola. Ma non sempre serve un'impegnativa: se hai dubbi sul linguaggio di tuo figlio o sulla tua voce, puoi chiedere direttamente una valutazione. Porta i referti che hai, perché danno contesto e fanno risparmiare tempo.
Se riconosci qualcuno di questi segnali in tuo figlio o in te, nella pagina di Logopedia trovi come lavora la nostra équipe e come prenotare una prima valutazione.
Basato su fonti verificate
Preparato dalla nostra équipe a partire dalla bibliografia qui sotto. È un testo divulgativo e non sostituisce una visita.
Bibliografia (4)
- BOE (2003). Ley 44/2003, de 21 de noviembre, de ordenación de las profesiones sanitarias Apri
- Centros para el Control y la Prevención de Enfermedades (CDC). Indicadores del desarrollo a los 18 meses Apri
- NIDCD (National Institutes of Health). Etapas del desarrollo del habla y el lenguaje Apri
- MedlinePlus (Biblioteca Nacional de Medicina de EE. UU.). Ronquera: MedlinePlus enciclopedia médica Apri